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  1. Come fare diagnosi di alterazione posturale?


  1. E soprattutto, come facciamo a sapere che i sintomi del paziente sono davvero dovuti all’alterazione posturale che abbiamo trovato?


Nel processo diagnostico, non possiamo partire subito da lontano rispetto alla sede del dolore. Se ad esempio ho un dolore alla schiena,
devo prima capire se c’è una causa locale del sintomo; solo dopo aver fatto il punto sulla situazione locale, possiamo vedere se questa può essere influenzata da altre alterazioni più lontane nel corpo; o se non trovo niente di locale che possa spiegare il sintomo, allora devo cercare per forza qualche causa che proviene da altre parti.


Quindi, ad esempio nel mal di schiena, PRIMA si valuta la schiena di per sé; se trovo la causa e questa si spiega da sé (ho fatto uno sforzo in flessione e mi sono bloccato per una contrattura muscolare...) posso già impostare un trattamento. Altrimenti posso iniziare a pensare alla scoliosi, o a una gamba corta, o a un appoggio sbagliato dei piedi, etc... e valutare tutto in globalità.


Spesso, comunque, le alterazioni locali si sommano ad alterazioni posturali che ne facilitano il manifestarsi (come la scoliosi che facilita le contratture muscolari nello sforzo a causa del lavoro asimmetrico dei muscoli della schiena).


Ma bisogna SEMPRE partire dalla patologia locale per non prendere abbagli. Ci sono persone che si portano dietro per lungo tempo un dolore al ginocchio dovuto ad una lesione meniscale, cercando di curarsi con solette o bite o magneti oculari, solo perché qualcuno, sottoponendole ad una valutazione posturale (che ormai viene eseguita più da non medici che da medici), ha trovato una alterazione dell’appoggio plantare, o della convergenza oculare, o dell’occlusione dentale.


Questi pazienti magari hanno davvero una alterazione del piede, o dell’occhio, o della bocca, ma da questo a dire che tali alterazioni sono la causa di QUEL dolore, ce ne passa!!


I posturologi insegnano che la postura del nostro corpo, semplificando, viene correttamente mantenuta grazie alle informazioni che arrivano al nostro “computer centrale” dai recettori della postura , i più importanti dei quali sono:


Occhio                      Piede                         Orecchio                       Bocca














Ognuno di questi recettori, se alterato, può mandare informazioni sbagliate al computer centrale e determinare alterazioni del sistema posturale.


Le alterazioni possono far lavorare male alcuni segmenti del corpo e scatenare sintomi come il dolore.


Quando le alterazioni locali non spiegano il problema, si può studiare quanto i recettori della postura alterano il sistema posturale.


Per farlo ci avvaliamo di test posturali e valutazione con alcune macchine computerizzate.


  1. I test posturali vengono eseguiti durante la visita e ci permettono di capire alcune disfunzioni del sistema posturale.


  1. Le macchine computerizzate sono, soprattutto, la pedana stabilometrica e la pedana baropodometrica.


Con la pedana stabilometrica, che deve essere normalizzata secondo i criteri dell’associazione internazionale di posturologia per essere affidabile, studiamo quanto e come ogni recettore della postura influenza il sistema tonico posturale.

Si esegue col paziente in piedi su una piattaforma computerizzata (ne esistono vari tipi, più o meno sensibili, più o meno precisi). Il paziente deve stare fermo per 51,2 secondi prima a occhi aperti, poi ad occhi chiusi, poi con dei tamponi di cotone tra i denti, poi con della gommapiuma (di densità standardizzata) sotto i piedi. Questi sono i test di base, ma possiamo farne altri per studiare altri aspetti (come l’uso di occhiali, l’ipersensibilità dei muscoli cervicali, il funzionamento di bite posturali o plantari, etc..).  Questo esame viene fatto secondo le regole della statistica, quindi si vede se c’è un miglioramento o peggioramento tra le varie registrazioni in modo statisticamente e scientificamente attendibile.


Posso così dimostrare se c’è una alterazione del sistema posturale a partenza oculare, occlusale, podalico, dal rachide, e provare se un trattamento con plantari o bite sta funzionando o meno.


        La pedana stabilometrica da noi utilizzata.



Con la pedana baropodometrica posso avere informazioni sull’appoggio dei piedi da fermi e nel cammino, e provare se le terapie posturali intraprese funzionano non solo a paziente fermo, ma anche a paziente in movimento.


    La pedana baropodometrica da noi utilizzata.




Una volta fatta diagnosi, si passa alla terapia.



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